Il mosaico
Storia e tecnica
Il mosaico è una tecnica artistica e decorativa antichissima utilizzata in Mesopotamia già intorno al 2500 a.C. Consiste nell’accostare fittamente e fissare su una superficie piccoli frammenti di vari materiali.

Mosaico pavimentale della basilica di via Madonna del Mare
I mosaici più antichi finora rinvenuti, cioè quelli scoperti in Eubea e in Macedonia e risalenti circa al 400 a.C., erano composti da piccoli ciottoli. Più tardi, a partire dall'età ellenistica, si preferirono materiali diversi: dai cubetti di marmo, alla pietra, al vetro, alla terracotta.
Per la fabbricazione di questi elementi squadrati, detti tessere, normalmente si tagliavano sottili lastre di marmo o pietra colorata in strisce spesse anche pochi millimetri, a loro volta poi, suddivise in tasselli.
Le tessere erano poste su due strati di malta costituiti da un impasto più o meno grossolano di sabbia, polvere di mattone o di marmo legate con calce.
Questa tecnica venne ampiamente utilizzata in
epoca romana, soprattutto in età imperiale per la decorazione dei pavimenti.
Immagine del pavimento della prima campata dell'aula
Sud della basilica di Aquileia
La scelta della decorazione in bianco e nero caratterizza i due primi secoli dell'età imperiale. Nell'alto Adriatico, per la ricchezza dei pavimenti musivi ma anche per le decorazioni parietali, spicca il centro di Aquileia, capitale della Regio X, che andava dall'attuale Veneto sino all'Istria compresa.Ravenna ci testimonia, con le decorazioni pavimentali e parietali delle sue chiese, lo sviluppo tardo, dopo il V secolo, della decorazione musiva.
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