L'assetto urbanistico

 

 

Il volto di Tergeste


 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ipotesi ricostruttiva della città di Tergeste

della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia

 

 

Tergeste si sviluppò sul versante del colle di San Giusto rivolto verso il mare, perché soleggiato, protetto da bora e facilmente difendibile. La città venne protetta da una cerchia muraria fatta costruire da Ottaviano (33-32 a.C.) All'interno delle mura, come in tutte le città romane, si sviluppavano strade ad andamento ortogonale (cardi e decumani). Sul colle vennero costruiti i più importanti edifici pubblici e religiosi: la grande basilica che si affacciava al foro, i propilei (cioè un ingresso monumentale) e, forse, il tempio dedicato alla Triade capitolina cioè a Giove, Giunone e Minerva.

Nei primi due secoli d.C. la città si abbellì non solo di edifici pubblici, tra cui il teatro, ma anche di dimore private di lusso, che sorsero dentro e fuori le mura, ormai abbattute.

Fuori dalla cerchia muraria erano collocate le tombe. Così a Trieste è probabile che alcune tombe esistessero anche lungo via San Michele, che, esterna alle mura, si ricongiungeva con via dell'Istria, collegando il porto alla penisola istriana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella pianta  (da  Vidulli Torlo, 2001) si vedono i tracciati delle

strade che portavano verso Aquileia e l'Istria

Quando i cristiani, con l'editto di Costantino (313 d.C.), poterono professare liberamente la loro fede, iniziarono ad costruire nuovi edifici religiosi che sorsero dove vi erano aree edificabili. E poiché per un cristiano la morte non è altro che il principio della vera vita, inglobarono le antiche sepolture nelle loro chiese.

 

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