INTITOLAZIONE DELLA BIBLIOTECA STORICA
DELLA SEDE CENTRALE DEL CARDUCCI
A RITA ROSANI
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RITA ROSANI ED EUGENIO COLORNI
Presenterò brevemente, in modo essenziale, Rita Rosani ed Eugenio Colorni, come si farebbe con degli “ospiti”, lasciando ovviamente ai relatori che seguiranno l’approfondimento storico delle due importanti figure che oggi onoriamo.
Rita Rosani nacque a Trieste il 20 novembre 1920, da famiglia di ebrei di origine cecoslovacca. Dal 1931 al 1938 fu alunna dell’Istituto magistrale Carducci, dalla prima media fino all’ultimo anno delle magistrali.
Entrò poi a insegnare presso la scuola elementare israelita di Trieste. Come tanti ebrei italiani fu perseguitata, ma non lasciò Trieste.
Dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943 scelse la via della resistenza, svolgendo attività clandestina prima a Portogruaro, poi a Verona.
Costituì la formazione partigiana “Aquila” formata inizialmente da soli quattro partigiani che combatterono in Valpolicella e sul monte Zevio facendo proseliti. Una baita era diventate la loro base sul monte Comun in provincia di Verona e lì, il 17 settembre 1944, furono accerchiati in una operazione di rastrellamento da parte delle forze nazifasciste, erano una quindicina. Decisero una sortita. Rita uscì per prima, fu ferita, catturata e poi uccisa da un sottotenente della Guardia Nazionale Repubblicana. Aveva soltanto 24 anni.
Il 17 maggio 1946 venne apposto nell’atrio del primo piano della sede centrale del Carducci, in via Madonna del Mare, a titolo d’onore, il ritratto di Rita Rosani (era preside Giovanni Quarantotti Gambini che diresse il Carducci dal 1928 al 1951)
Nel 1949 fu conferita alla Rosani la medaglia d’oro al valore militare. Il preside la fece ricordare alla scolaresca e appose un ramo d’alloro e un nastro tricolore sul ritratto appeso nell’atrio dell’istituto.
Questa la motivazione dell’alta onorificenza: “perseguitata politica, entrava a far parte di una banda armata partigiana vivendo la dura vita di combattente. Fu compagna, sorella, animatrice di indomito valore e di ardente fede. Mai arretrò innanzi al sicuro pericolo ed alle sofferenze della rude esistenza, pur di portare a compimento le delicate e rischiosissime missioni a lei affidate. Circondata la sua banda da preponderanti forze nazifasciste, impugnava le armi e, ultima a ritirarsi, combatteva strenuamente finché cadeva da valorosa sul campo, immolando alla Patria la sua giovane ed eroica esistenza”.
Oggi, per volontà del Collegio docenti e del Consiglio d’Istituto, noi restituiamo alla ex alunna Rita Rosani, l’onore che le fu solennemente tributato nel 1946 e rinnovato nel 1949, giusto un sessantennio fa, ma poi, purtroppo, con il tempo dimenticato. La sua effige infatti fu rimossa e riposta in una scatola dentro ad un armadio, dove la ritrovai pochi anni or sono.
Quella medesima foto che fu collocata nell’atrio della scuola il 17 maggio 1946, è stata collocata ieri, con una semplice cerimonia, nella biblioteca storica della sede centrale del Carducci, nella sua originaria cornice, affinché non si dimentichi il valore di questa ex alunna che ha patito gravi ingiustizie e ha sacrificato la vita per la libertà dell’Italia, avendo come bandiera il tricolore. Da ieri dunque quella sala è intitolata a Rita Rosani.
Rita Rosani e il suo sacrificio non sono lontani da noi, dai nostri giorni e credo che questa giovane donna esemplare, la cui vita è stata stroncata da tragiche vicende allevate dalla cattiveria umana, possa essere di sprone e rappresentare un modello anche per voi giovani, affinchè possiate affrontare con coraggio, impegno, generosità e altruismo le sfide che la vita di oggi quotidianamente vi pone di fronte, certamente diverse da quelle in cui si trovò Rita, ma che possono essere conformate a ideali ugualmente nobili e alti, per costruire un mondo migliore.
Oggi, assieme a Rita Rosani, onoreremo anche un altro eroe vittima delle leggi antisemite, il professor Eugenio Colorni.
Colorni, con l’accusa di delitto contro la sicurezza dello Stato, fu confinato nel 1939 a Ventotene, dove partecipò con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi alla stesura dell’omonimo famoso Manifesto, che egli pubblicò a Roma nel 1944. Fra il ’43 e il ’44 svolse clandestinamente intensa attività politica. Il 28 maggio 1944, poco prima della liberazione di Roma, fu fermato, gravemente ferito e morì il 30 maggio.
Fu insignito di medaglia d’oro al valor militare nel 1946 con la seguente motivazione:
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"Indomito assertore della libertà, confinato durante la dominazione fascista, evadeva audacemente dedicandosi quindi a rischiose attività cospirative. Durante la lotta antinazista, organizzato il centro militare del Partito Socialista Italiano, dirigeva animosamente partecipandovi, primo fra i primi, una intensa, continua e micidiale azione di guerriglia e di sabotaggio. Scoperto e circondato da nazisti li affrontò da solo, combattendo con estremo ardimento, finché travolto dal numero, cadde nell'impari gloriosa lotta. Roma, 28 maggio 1944." |
Il prof. Eugenio Colorni per cinque anni insegnò filosofia e pedagogia nelle aule del Carducci, in via Madonna del Mare, prima di subire l’arresto nel settembre del 1938. Dai rapporti che fece il preside di allora emerge la figura di un giovane docente capace, competente, di elevata cultura, di ineccepibile condotta politica e morale, stimato da tutto il personale scolastico, dagli studenti e dalle famiglie.
L’onore che oggi gli tributiamo, ricordandone la figura, cade nel centesimo anno dalla sua nascita.
Ammirando questi straordinari esempi di virtù civili viene spontaneo riconoscere che ciascuno di noi matura la propria esistenza traendo linfa vitale al di là se stesso, dalle quotidiane relazioni con chi gli sta intorno e, in gran parte, dalle “radici” che si intrecciano con le vite degnamente spese e vissute di chi ha preceduto i nostri passi e dalla storia dalla quale proveniamo. Se Trieste fonda la sua civiltà e la sua cultura in molte radici, il Carducci ne rappresenta uno spaccato particolarmente significativo: ce ne possiamo infatti rendere ben conto di fronte a queste e ad altre personalità che qui hanno studiato o insegnato e se, andando a ritroso nel tempo, sfogliando anche antichi libri, di cui la biblioteca che abbiamo intitolato a Rita Rosani è ricca, e consultando gli archivi, incontrando altre vite e vicende, arriviamo sino alle fondamenta dell’edificio di via Madonna del Mare che poggiano sui resti di una antica basilica paleocristiana.
Avendo presente il valore di queste luminose figure che oggi commemoriamo potremo più facilmente contrastare le tentazioni dell’individualismo diffuso, abbondantemente coltivato da un consumismo imperante, da una certa indifferenza e apatia sociale e guardare alla vita con rinnovato impegno civile e morale e quindi con maggiore fiducia.
In una bacheca di fronte alla sala insegnanti di via Madonna del Mare sono state affisse alcune copie di documenti dell’epoca, pagelle, ritagli di giornale, foto, documenti vari, che aiutano a capire i tempi e le situazioni in cui vissero Rita Rosani ed Eugenio Colorni e che invito a visitare nei pochi giorni che rimarranno esposti.
Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo evento, dalla prof.ssa Luisa Miccoli che ne ha curato sapientemente l’organizzazione, al personale scolastico, agli studenti.
Invito la prof.ssa Annamaria Zecchia a presentare le caratteristiche della biblioteca storica del Carducci, che contiene testi che risalgono al ‘700, ben catalogati e curati grazie anche alla meritoria collaborazione, che dura da anni, delle volontarie dell’associazione “Città viva”.
La parola passa ora ai relatori che ringrazio vivamente per aver accettato l’invito di partecipare a questa manifestazione: alla dott.ssa Tullia Catalan che parlerà degli anni triestini del prof. Eugenio Colorni (1934-1938). Insegnamento, impegno politico antifascista e leggi razziali” e al dott. Livio Sirovich, il quale illustrerà la figura di “Rita Rosani. Un'alunna dell’Istituto Carducci eroe per colpa italiana”.
Trieste, 1 dicembre 2009
Il Dirigente scolastico
Prof. Franco De Marchi